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Categoria: Secolo postmoderno

Facciamo un po' di fantascienza. Un telegiornale ci scorre davanti in mezz'ora, talvolta è esauriente e talvolta no, talvolta dà meno spazio a qualcosa che ci interesserebbe di più, talvolta invece ci sbrodola cose su cui lo vorremmo più succinto. Anche quando funziona bene non è per tutti i gusti. Se potessimo per esempio togliere, da casa, quell'aureola gialla-blu da dietro le spalle di Giorgino o virare per una volta in fumo di Londra la magliettina nera maniche corte che la Berlinguer usa anche d'inverno - così come potremmo fare sul computer in Photoshop o Illustrator - non seguiremmo più distesi dal nostro sofà quel che ci raccontano? Ma questo è detto per scherzare, il futuribile che pensiamo è un altro.

Per basso che sia uno share saremmo sempre troppi per poter pretendere di far comparire una nostra domanda sul "gobbo" del conduttore o insinuare anche la nostra voce nel telefono che Emilio Fede ha spesso in mano. Ancorché tecnicamente possibile intaseremmo tutte le linee precludendo ogni risultato. Rinunciamoci, dunque, a quest'idea anche se sarebbe carina. E' qualcos'altro che ho in mente io. E il punto è ottenere da un TG delle cose in più rispetto a quelle che ci sta dando. Come? Non certo dilatandone i tempi. Il palinsesto è quel che è, i telegiornali della Rai e di Mediaset sono incollati uno all'altro di rete in rete nell'orario e più lunghi di così non sarebbero neanche sopportabili a meno di eccezionalissimi eventi.

Tra non molto però anche lo schermo di un televisore diventerà docile a una tastiera come quello di un computer (c'è riuscito il telefonino pur con le sue dimensioni micro, perché mai non ci dovrebbe riuscire anche quell'aggeggione lì?) e allora noi potremmo avere almeno due facoltà in più, da gestire vuoi dal soggiorno domestico, vuoi dall'ufficio. Per una basterebbe che i produttori sofisticassero un po' di più, in una certa direzione, la tecnologìa del nostro apparecchio televisivo. Per l'altra occorrerebbe invece fossero proprio le testate emittenti ad adottare nuovi criteri. Vediamo il primo caso.

Una voglia che c'è è quella di poter fare confronti, ma le possibilità attuali sono solo quelle di rapidi zapping su altre reti per vedere che altro c'è, ma distogliendosi a sbalzi da questa; oppure di accendere due tv nella stessa stanza e spostando da una all'altra gli occhi e le orecchie, per cogliere contemporaneamente due flussi di news, o di spettacolo, da diversa fonte. Così non si risolve niente e ci si sballa. Allora immaginiamo di ottenere che con un clic del nostro telecomando lo schermo della nostra tv si spartisca in due, cosìcchè metà ci serva per guardare una fiction e l'altra, magari con l'audio più basso, un TG cui destinare attenzione solo se spunta la notizia che stavamo aspettando. Non devono per forza essere due spazi uguali: si può fare che nel Tg si apra una finestrella e che in essa scorra la fiction, o viceversa. Ci sono emittenti, ma solo in àmbito di notiziario, che questo se lo fanno da sè ma te lo gestiscono a volontà loro, CNN o in Italia RaiSat (la quale te ne mostra tre o anche quattro cose in contemporanea; che so: news, un avvenimento sportivo e le quotazioni di borsa), ma il bello sarà solo quando l'utente sarà in grado di scaffalarsi il video a testa sua e cambiare il contenuto di ciascun riquadro come vuole lui.

L'altra voglia da appagare sarebbe quella di sapere più cose a integrazione di quel che ci stiano mostrando. Certo, se vogliamo aver più chiaramente presente quel che ci hanno appena raccontato, possiamo sempre andare in Internet e aprirci davanti una carta geografica dell'Iraq o della Cecenia/Inguscezia perché il telegiornale ce le ha sì mostrate, ma per pochi attimi e non abbiamo avuto il tempo di afferrare. Ma qui si tratta di un servizio che vorremmo fosse la testata televisiva stessa a metterci a disposizione. E come si fa? Sommando al TG che dura mezz'ora un sito richiamabile in video o immediatamente o subito dopo (così, fra l'altro, sostituiamo con cose utili quella tremenda smazzata di minuti di pubblicità che lo segue), e per guardarci cosa? Faccio un esempio: abbiamo appena sentito raccontare, senza capirci molto, come spesso succede, che alla legge X è stato alla Camera presentato un emendamento, e quindi ci sono due testi, uno del governo e uno dell'opposizione a confronto. Perché non posso fare clic e leggere immediatamente, o poco dopo, in video il testo A e il testo B così come sono scritti? Così mi faccio un'idea anch'io mentre il TG mi darà fra poco solo l'esito di una votazione sul cui merito preciso non aveva avuto nè tempo nè modo di informarmi come avrei voluto. Testo, intendiamoci, che posso anche farmi scorrere a TG concluso mentre la pubblicità la confino in una finestrina piccola in alto a sinistra per ingrandirla solo quando c'è il gustoso spot di Fiorello che parla con le fontanelle ed i lampioni.

Ma esempi se ne potrebbero fare tanti. Fase finale di un clamoroso processo. Quella, il TG me la dà. Vedo il giudice che legge la sentenza; e un avvocato contento oppure no. E magari mi dà velocemente in voce e in modo sommario anche le principali tappe precedenti. Ma se io non posso adesso perdere tempo per una ricerca mia, in Internet o fra le pubblicazioni che ho nella libreria, per riaver chiara tutta la storia con i particolari e le date, e se non voglio aspettare l'indomani i giornali di carta (che spesso invece, se la cosa è grossa, questo servizio te lo rendono), occorrerebbe, ecco, che io possa passare via telecomando dal Tg al suo sito documentazione ed appagare lì il mio desiderio, o bisogno, di informazione completa. Dove i suoi giornalisti dal Parlamento (altro esempio), oltre a riferire in TG quel che è successo su tema politico e una telegrafica dichiarazione per ogni partito su tale cosa, avranno anche visto le carte e preparato per il sito tutta la documentazione ora disponibile per l'utente più attento a volerla capir tutta. Come suo diritto e come dovere esistente di mettergliela con prontezza a disposizione. E anche senza che occorra antenna satellitare, per ora sul tetto o al balcone di relativamente pochi.

La combinazione di un criterio del genere con le tecnologìe prima descritte renderebbe (renderà) realtà il TG interattivo. Perché si potrà entrare in esso per sapere meglio e sapere di più. Vediamo come. Esso comincia e ci dà anzitutto i titoli. E noi come prima cosa ci apriamo dentro una finestra che contiene l'indice dei materiali aggiunti e consultabili a comparsa a piacimento nostro. Che possono essere un'intervista del cui contenuto il conduttore ci darà solo cenno; il testo comparato di due diverse proposte sulla devolution all'interno della maggioranza che se no sapremmo solo, nella rapidità, che sono due; cosa ha detto il candidato sconfitto all'Oscar, mentre se no assisteremmo solo alla contentezza dell'altro; gli argomenti che integrano l'ammissione di errore dei periti per il delitto di Cogne la quale in TG costituisce solo notizia; le dichiarazioni testuali dell'opposizione interna a Sharon sulla striscia di Gaza che ci aiutano a capire meglio i pro e i contro di Israele (e magari la breve storia di questa "striscia"); e poi: ma chi è questa moglie di Arafat (succinta biografia); e un servizio dagli spogliatoi della partita di campionato per cui in TG sono previste solo immagini delle azioni da gol; infine i numeri della Finanziaria in colonna, riforma fiscale compresa, con quelli più interessanti od oggettodi discussione segnati in colore, e relative varianti secondo le componenti politiche proponenti; quotazioni di Borsa; ma anche immagini supplementari su una manifestazione, un congresso, uno spettacolo, un grave incidente, un delitto; e - perché no? - una serie di carte geografiche, topografiche, piantine, itinerari, con segnalini e freccette.

Con questi esempi potrei continuare all'infinito. In un giornale a stampa, volendo, tutta questa roba ci può stare e ogni tanto ci sta; in un giornale televisivo no. Sarebbe impossibile: mezz'ora è mezz'ora e caso mai ci sono programmi di approfondimento in altro orario e spesso notturno. Ma tutto questo apparato è servizio all'utente, tutto questo apparato è giornalismo puro. Dobbiamo solo aspettare che questa tecnologìa entri nei nostri televisori e che questi criteri vengano adottati dalle redazioni. E' una logica che ci porta verso tuttociò e gli ostacoli che potrebbero esserle frapposti (politici, per esempio, o di mercato del software, che ha i suoi tempi di convenienza) sono in grado di rallentarla anche se potenzialmente attuabile sin d'ora. Speriamo non di troppo.